antica ribalta intarsiata in legno

I mobili intarsiati nella storia: una tradizione antica

Chi ama gli arredi originali e ricercati, non può non essere incantato dai mobili intarsiati, capaci di portare in casa un tocco di eleganza delicata e un grande valore artistico.

Si distinguono a colpo d'occhio per i bellissimi motivi che li rivestono: decorazioni floreali, geometriche, fugurative o astratte; sono immagini realizzate accostando piccoli pezzi di legni diversi, incastrati sulla struttura del mobile, che risaltano sulla superficie omogenea da cui si differenziano per colore e consistenza.

L'intarsio è una delle tecniche più tradizionali e interessanti nella decorazione dei mobili, la si trova su tutti i tipi di complementi d'arredo: tavoli, credenze, specchiere, armadi, comodini...
I mobili decorati con questa tecnica si possono inserire sorprendentemente bene sia in un arredamento tradizionale che in una casa in stile contemporaneo e innovativo, come elementi di contrasto.




Ogni intarsio è un piccolo capolavoro artistico. Nato in un tempo in cui non esisteva la produzione in serie, ancora oggi l'intarsio viene sovente realizzato a mano, da un abile artigiano che taglia e modella il legno impiallacciato con grande precisione, per assemblare poi tutti i piccoli tasselli in un disegno particolare.

Particolarmente apprezzati sono gli intarsi francesi e italiani, che rafigurano solitamente fiori e strumenti musicali, talvolta persino paesaggi e fugure umane. I legni utilizzati sono vari e includono il mogano, il noce, l'acero, e possono alternarsi a materiali più insoliti come l'ebano, l'avorio e la madreperla.
Oggi la città di Sorrento è il centro di una fiorente industria dell'intarsio, anche se non è facile suscitare l'interesse dei più giovani per questo mestiere tradizionale.




Una tradizione antica


Da secoli apprezzato per la capacità di dare calore e importanza agli oggetti su cui è posto, l'intarsio è un'arte dalle origini antiche.
Già nell'antico Egitto apparvero dei cofanetti decorati con motivi geometrici e geroglifici dorati. Nell'Asia Minore invece si diffondeva l'intarsio con pietre dure e madre perla, mentre da Creta pervenivano preziose figurine intarsiate di cristallo di rocca, madreperla, legno e oro su steatite.

Col tempo la tecnica dell'intarsio arrivò in Europa, e fiorì in particolar modo in Italia: durante l'Impero Romano si usava ricoprire gli oggetti di legno con stucco e pittura, ma ben presto gli artigiani iniziarono ad apprezzare il legno al naturale e a sperimentare nuovi tipi di decorazione. I toni chiari della fusaggine e del bosso facevano da contrasto ai toni scuri dell'ebano e del noce, per dare vita a graziosi intarsi che andavano sempre più perfezionandosi nella tecnica. Per aggiungere ombreggiaura al disegno si usava un ferro rovente; fino al XV secolo quando, per mano di frà Giovanni da Verona, fu inventato il procedimento che permetteva di tingere il legno con la bollitura.




Nel Medioevo i frati certosini usavano intagliare cavità e nicchie sul supporto massello, nelle quali inserivano tasselli di essenze lignee tagliati allo scopo, con forme semplici e stilizzate. L'intaglio era talmente perfetto da non richiedere nemmeno l'uso della colla. Venivano affiancate placcature di essenze diverse per venatura e per colore, e infine si aggiungevano materiali peziosi come metalli, avorio, madreperla.

L'arte dell'intarsio raggiunse la sua apice tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento in Francia, dove il mestiere fu elevato allo status di arte superiore grazie al patronato reale. Il re Luigi XIV amava questo tipo di decorazione e commissionò numerosi mobili per la reggia di Versailles al famoso ebanista André Charles Boulle, che rappresentava l'avanguardia del movimeno francese. Boulle disegnò e costruì per il Re Sole scrivanie, orologi, cassapanche, candelieri, lampadari, cornici, caratterizzati da un elaborato stile barocco.
I motivi più frequenti degli intarsi erano arabeschi, paesaggi favolosi, fiori, festoni, foglie di acanto.




I tipi di intarsio


TARSIA CERTOSINA 
Nel Medioevo i frati certosini svilupparono la più famosa tra le tecniche di intarsio, che consisteva nel ritagliare delle figure semplici e stilizzate da sottili lamine di essenze, diverse per colore e venatura. Nel legno massello si scavavano delle cavità in cui queste figure venivano incastrate, senza ricorrere alla colla.

TARSIA GEOMETRICA 
In Toscana si sviluppò la tecnica dell'intarsio geometrico, che si realizza accostando pezzi di placcatura tagliati a scalpello sullo stesso piano, senza ricorrere all'inserimento in nicchie precedentemente intagliate. Si trovano intarsi geometrici nelle opere rinascimentali, spesso con decorazioni a motivi quadrati, rettangolari, a stella... I tasselli di legno venivano talvolta tinti con la bollitura o con olii colorati, e dal Seicento si creavano delle ombreggiature con acidi e con il fuoco.





INTARSIO A TOPPO
Le composizioni di forme geometriche erano composte da tanti piccoli pezzi di legno tagliati uno ad uno secondo la stessa forma; era un lavoro di grande pazienza e precisione.
Per semplificare il procedimento, nel Cinquecento si inventò l'intarsio a toppo, detto anche a blocco. Questo consisteva nell'incollare insieme varie bacchette di legno nella forma che si vuole riprodurre, in modo che l'estremità riporti il disegno con precisione. Il blocco di legno veniva poi affettato in sottili lamelle e si ottenevano così tanti disegni identici tra loro; a quel punto bastava incollarli sulla superficie dell'oggetto da decorare.
Grazie a questa tecnica, il lavoro divenne molto più rapido e preciso, consentendo raffigurazioni più complesse: vedute di città, paesaggi caratteristici, scene di vita quotidiana.




INTARSIO A INCASTRO
In Germania nacque la tecnica dell'incastro: consisteva nel sovrapporre dei fogli di placcatura e ritagliarli con una lama affilata seguendo un disegno; si ottenevano così delle figure perfettamente identiche che venivano poi ricomposte sulla superficie del mobile, incastrando i positivi con i negativi e alternando i colori e le venature per ottenere un effetto di contrasto.

INTARSIO BOULLE
Si chiamano così gli intarsi realizzati secondo la tecnica del "foro e controforo", perfezionata dal famoso ebanista della corte del Re Sole. Egli introdusse nell'intarsio dei nuovi materiali, come il metallo, il corallo, il bois de rose, l'amaranto, l'ottone e la madreperla. Con questa lavorazione si ottenevano arredi molto raffinati, adatti alla dimora reale: gli intarsi di Boulle avevano raggiunto un'altissimo livello di perfezione e i disegni, sovente progettati da artisti famosi, venivano incorniciati da filettature come fossero dei dipinti.




Il restauro di un mobile antico intarsiato


Quando si entra in possesso di un mobile antico, spesso lo si trova rovinato, mal tenuto o in stato di abbandono, ma con un restauro ben eseguito si può farlo tornare a splendere e godere di una seconda vita. Gli intarsi sono decori pregiati che aggiungono bellezza all'insieme stilisico del mobile; richiedono perciò una manutenzione delicata e attenta che li conservi con cura e senza rovinarli.

Il restauro di un mobile antico intarsiato deve partire dalla considerazione delle caratteistiche storiche e costitutive: l'epoca in cui è stato costruito, i materiali e le tecniche di lavorazione che sono stati impiegati.
La prima fase del restauro prevede la rimozione di tutti gli elementi metallici presenti nel mobile: maniglie, cerniere e serrature vanno smontati e ispezionati; se si presentano in buono stato possono essere ripuliti e lucidati, altrimenti occorre sostituirli.

A questo punto si passa alla pulitura: la lucidatura vecchia non originale va rimossa con alcool a 94°. Questo prodotto è delicato sulla superficie del legno e si può applicare solo sulle sezioni da sistemare, senza intaccare la totalità del mobile.




Tolto lo strato di lucidatura, verranno alla luce le sezioni danneggiate ed eventuali opere di restauro precedenti, che potrebbero dover essere rimosse. Passiamo quindi al restauro degli intarsi, che devono essere analizzati con cura, megli se da un esperto, e trattati con le metodologie più consone. Sono varie le tecniche che si possono utlizzare: carteggio, riempimento di sezioni danneggiate, sanatura degli intarsi da graffi o variazioni cromatiche.

Per ultimare il restauro, il mobile verrà completato con ogni elemento originariamente compreso nella sua struttura. Infine, in base alla funzione che avrà il mobile (impiegato nella vita quotidiana o solo nella decorazione), si potrà scegliere il trattamento antitarlo e le vernici più adatte per il clima e la temperatura del luogo dove verrà inserito.

Un restauro accurato metterà in evidenza i preziosi intarsi e riporterà il mobile alla sua originaria bellezza, rendendolo un complemento d'arredo utilizzabile comodamente nella vita domestica, dove può ricominciare a svolgere la funzione per la quale era stato anticamente progettato.




Approfondimenti


I mobili antichi  
http://www.lavorincasa.it/mobili-antichi/

M.I.A. Mobili Intarsiati Artistici  
https://www.facebook.com/MOBILI.INTARSIATI.IN.STILE/

Arredamento casa in stile antico 
http://matrimonio.pourfemme.it/articolo/arredamento-casa-stile-antico/1303/#refresh_ce


Stili e tendenze per arredare casa 2017 
http://www.diredonna.it/stili-e-tendenze-per-arredare-casa-3148627.html


Interior design: idee e innovazioni nell'arredamento d'interni
http://living.corriere.it/case/

Mobili antichi: come pulirli correttamente 
http://www.diredonna.it/mobili-antichi-come-pulirli-correttamente-3038341.html

La tarsia - Cos'è l'intarsio  
http://www.fulviapandolfo.it/home/la-tarsia.html

Definizione di intarsio 
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/I/intarsio.shtml

La falegnameria 
https://it.wikipedia.org/wiki/Falegname

Storia dell'intarsio 
http://www.antichitabelsito.it/intarsio_storia.html


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